lunedì, 08 gennaio 2007


 da "AVVENIRE" del 29/12/06 di Andrea Buonaguidi

Scende la neve su Gerusalemme, e le lezioni all’università vengono sospese, gli studenti escono dalle classi e vanno fuori a fare a pallate, arriva un babbo natale che è preso d’assalto per le foto, le studentesse arabe si dimenticano del loro classico contegno, e si rincorrono con la neve in mano, finche dopo pochi minuti la situazione degenera ed è un tirarsi palle di neve fra amici e sconosciuti, in un susseguirsi di flash e ombrelli aperti, senza religione ne senso della misura.

      Scende la neve su Gerusalemme, mentre il bianco intorno fa vacillare l’oscurità che cala.

Che nessuno dica, non sapevo, perché nonostante le menzogne di chi passa l’intera propria vita in una grande bugia, esiste una verità che non può essere taciuta.

       Il bambino Ebreo che un giorno diventò Messia nato pochi giorni fa qua vicino, ci ricorda che solo la verità rende l’uomo libero, ed il bianco che colora questa città dimostra che il cielo è indifferente alle opinioni imbalsamate dei mediocri di cuore e dei miseri di mente.

       La città santa continua a sorridersene, vestita in un candido splendore, alla faccia dei tiratori di missili e del loro fans club, convinti di essere i supereroi che il mondo necessita mentre i loro figli, sono divorati dal cancro del rancore e dalla mancanza della parola affetto dal loro vocabolario. Che venga ricordato che non esiste nessun male peggiore del non vivere, perché un po’ più in là qualcuno è padrone di una non vita che è frutto di una grande menzogna, le cui vittime inconsapevoli sono convinte di esser protagoniste, mentre in realtà sono solo pedine che non mangiano nemmeno in diagonale, mentre il re e la regina, se ne stanno comodi comodi seduti sulle valigette imbottite a stabilire strategie dell’apnea.

      Gerusalemme la Santa non diventerà mai la capitale del rancore, e nonostante il megafono di la dal muro continui a salmodiare, in questa città ci sarà sempre una verità più forte di tutte le bugie professate da anime ormai profanate. Una verità che è frutto di una fede che, anche qui, è un fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono, ed è questa stessa verità condivisa che deve unire chi è con chi sarà in un futuro eventuale vittima delle stesse menzogne.

     Questo è il momento per innalzare una voce comune, affinché anche chi trattiene le parole trovi il coraggio di innalzare la propria verità; che insieme si trovi la forza a la volontà di affermare che non è vero che esiste un male figlio di un ingiustizia, ma che questo stesso male è conseguenza di troppi silenzi e di troppi assensi passati sulle menzogne che hanno scambiato le prime vittime con i protagonisti..

     Scende la neve su Jerusalem coprendo di un bianco speranze e rancori.

         Scende la neve su Jerusalem coprendo di bianco pagine macchiate da riscrivere insieme.    

     Andrea Buonaguidi

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