domenica, 12 aprile 2009


Questo  è un momento  cruciale:   ci si sta preparando ad affrontare l'Iran,  se necessario,  e a questo scopo si  costruiscono  o si verificano gli  schieramenti,  e si fa  il possibile per accertarsi   che la Turchia sia  solidamente  dalla parte della NATO.   E' un momento    di decisioni  fondamentali importantissime per il futuro del mondo.

Consideriamo il  quadro  d'insieme: 

 Obama  a Praga ai primi di aprile conferma   che  il BMD  verrà costruito  se  persiste la minaccia  dell'Iran.  Implicitamente è come avesse detto  che,  tolta di mezzo la minaccia iraniana,   gli USA potrebbero  prendere in considerazione  l'idea  di non avere truppe NATO  alla frontiere   della Russia,  e   non  costruire un  sistema   di intercettazione anti-missili in  Polonia.   Ha  fatto capire  ai Russi:  se  siete con noi  contro l'Iran,  o  se per lo meno rinunciate a crearci  difficoltà nel caso che  sia necessaria  una guerra con l'Iran,   verrà  rispettata  la vostra sfera di influenza in Europa.  altrimenti  sfrutteremo  ogni spazio per togliervi  l'egemonia. 

-  Poi Obama va in Turchia e  fa un discorso al Parlamento  turco in cui   chiede e offre   amicizia e  alleanza,  riconosce un grande ruolo regionale ai Turchi,  sostiene  il  loro  diritto a entrare nella UE.    Questo avviene   qualche  dopo che i paesi NATO s'erano accordati con la Turchia  per  riconoscere al  primo ministro  turco  il vice- segretariato della NATO.

-   I Turchi hanno  nel frattempo  avviato trattative con gli  Armeni, evidentemente  per  pararsi le spalle.   Sono persino arrivati a dichiararsi disponibili ad una revisione storica dell'eccidio degli Armeni (fu genocidio, o non fu genocidio?)  e a lasciare il giudizio agli storici.  Se i Russi pensavano di usare la tradizionale inimicizia degli Armeni   verso i Turchi  per contenere l'influenza turca  nel Caucaso,   i Turchi  stanno cercando di  prevenire questa eventualità,   stabilendo   migliori rapporti con l'Armenia.   La reazione della   Russia pare arrivare a spese (di nuovo) della Georgia:  grandi manifestazioni contro Saakashvili,  che  prendono l'avvio proprio oggi,    potrebbero portare a un rovesciamento dell'attuale  governo filo-occidentale e  all'instaurazione di  un nuovo governo  filo-russo.

-   I  Turchi negli ultimi mesi hanno anche  avviato  trattative con la Siria,  per tentare  di allontanarla dall'alleanza con l'Iran,  promettendo  in cambio  la restituzione del Golan da parte di Israele.  Ha anche attaccato  verbalmente  ma molto pesantemente Israele  durante la guerra di Gaza,  probabilmente per guadagnare maggiore credibilità agli occhi degli Arabi  e dei Palestinesi stessi,  e contrastare l'influsso iraniano,  che  usa l'odio contro Israele  come arma  per destabilizzare i governi arabi moderati  e per  attirarsi la simpatia  degli estremisti islamici  un po' ovunque.  

-  A  Doha  a fine marzo i governi arabi moderati hanno tentato  di  isolare l'Iran e costruire consenso  fra tutti gli stati arabima hanno fallito.   Gheddafi in particolar modo  ha avuto parole di fuoco contro i Sauditi.   Perchè? Che gioco  sta facendo Gheddafi?  Che cosa vuole?  Come sempre, Gheddafi ha   comportamenti dissonanti.    Il governo italiano ha raggiunto recentemente un accordo  con  la Libia per  porre fine alle richieste di  compensazioni per  l'aggressione  coloniale.  Anche questo è un gesto  di pacificazione importante da parte di un Paese NATO,  che  vuole appianare i  motivi di  tensione con i  paesi arabi del Medio Oriente.  E  Gheddafi ha accettato  di chiudere il contenzioso. 

-  Gli Usa  hanno truppe in Afghanistan e in Iraq,  alle frontiere  con l'Iran.  Sta all'Iran  scegliere se  alzare il livello dello scontro e arrivare alla guerra,  o  accontentarsi del riconoscimento della sua egemonia regionale,  con conseguente  umiliazione dei leader arabi moderati, e possibili contraccolpi  politici in tutti gli stati arabi.   Le truppe NATO  sono già  in posizione  per una guerra  anche all'Iran.... si ritireranno  se  l'Iran  non  si mostra bellicoso.   Nel frattempo però durante le elezioni in  Afghanistan   e in Iran  le truppe NATO in  Afghanistan  saranno  più numerose:  se ne andranno  dopo le elezioni?  Sta all'Iran   lanciare  il  segnale  di  pace  o  di battaglia.    Le prossime elezioni  in Iran daranno  probabilmente  l'indicazione di che  via  scelgono gli ayatollah.

-  L'Iran sta negoziando con le autorità irachene  lo smantellamento di campo Ashraf,  cioè  della cittadella  della resistenza iraniana in esilio,  posizionata  in Iraq vicino alle frontiere con l'Iran.   Gli stati Uniti permetteranno  che venga smantellata  Ashraf (la  più forte  organizzazione della resistenza iraniana  in esilio,  formata  dagli ex mujaheddin del popolo),  o fermeranno il governo iracheno,  che pare incline ad accordarsi con  il governo iraniano?  La sorte   di Campo Ashraf   sarà un indicatore importante per  capire  che svolta prenderanno gli eventi globali.

-  Oltre alla resistenza iraniana in esilio in Iraq,  l'altra pedina  debole del gioco,  che  i contendenti più forti sono pronti a sacrificare,  è Israele.   L'occidente  è  probabilmente  pronto a prendere in considerazione il  sacrificio  di  Israele  agli  Arabi  per  neutralizzare la minaccia iraniana,  o a sacrificarla  anche  direttamente agli Iraniani  se questo bastasse a  renderli  davvero innocui.    Già oggi il nostro ministro Frattini ha invitato Israele a cedere il Golan alla  Siria  (tanto  ci rimette la sicurezza di Israele, mica ancora  la nostra...).

Però  Israele  è anche un alleato forte per la guerra all'Iran,  se la guerra si  prospettasse come  inevitabile.   Dunque  è probabile  che  tutto l'occidente  (oltre alla Turchia)  chieda a gran voce a Israele di  cedere,   ma non faccia poi molto  per indebolire davvero  Israele.  Aspettiamoci ora una  sgradevole campagna  di attacchi  verbali contro  il governo d'Israele anche in  Europa: propaganda   per   corteggiare   l'opinione pubblica araba.   Ma  lo stato di Israele sarà  davvero in pericolo soltanto se l'Occidente  deciderà  di  pacificare  l'Iran  a tutti i costi,  anche  mettendo  a rischio il  proprio  futuro,  pur di evitare   la guerra subito.

-  C'è poi  l' incognita del Pakistan.  Se  i generali e il governo  del Pakistan  capiscono  che  in una guerra più ampia il loro paese   verrebbe  probabilmente disgregato  a  favore dell'India,  forse  ritrovano  consonanza d'intenti e provano a  mettere  davvero un freno al jihadismo islamista.    Saranno in grado di farlo?  Promettendo aiuti  economici per cinque anni,  Obama ha dato ai Pakistani un incentivo   a schierarsi  con  la NATO,  ed ha fatto un gesto  di fiducia nei confronti dei dirigenti pachistani.  

 Rimane da  vedere come evolverà la crisi economica e finanziaria,  che indebolisce  l'Occidente.   Ma non soltanto l'Occidente.  Tutto il mondo (Cina inclusa) ha interesse  a far finta che  il mondo finanziario sia solido e il mercato si auto-regoli davvero.   Perciò  il  mondo  gioca d'azzardo:  non c'è  alternativa.  

lunedì, 01 dicembre 2008


da "AVVENIRE" del 29/12/06 di  Andrea Buonaguidi

       Scende la neve su Gerusalemme, e le lezioni all’università vengono sospese, gli studenti escono dalle classi e vanno fuori a fare a pallate, arriva un babbo natale che è preso d’assalto per le foto, le studentesse arabe si dimenticano del loro classico contegno, e si rincorrono con la neve in mano, finche dopo pochi minuti la situazione degenera ed è un tirarsi palle di neve fra amici e sconosciuti, in un susseguirsi di flash e ombrelli aperti, senza religione ne senso della misura.
       
       Scende la neve su Gerusalemme, mentre il bianco intorno fa vacillare l’oscurità che cala.
Che nessuno dica, non sapevo, perché nonostante le menzogne di chi passa l’intera propria vita in una grande bugia, esiste una verità che non può essere taciuta.
       
        Il bambino Ebreo che un giorno diventò Messia nato pochi giorni fa qua vicino, ci ricorda che solo la verità rende l’uomo libero, ed il bianco che colora questa città dimostra che il cielo è indifferente alle opinioni imbalsamate dei mediocri di cuore e dei miseri di mente.
      
       La Città Santa continua a sorridersene, vestita in un candido splendore, alla faccia dei tiratori di missili e del loro fans club, convinti di essere i supereroi che il mondo necessita mentre i loro figli, sono divorati dal cancro del rancore e dalla mancanza della parola affetto dal loro vocabolario. Che venga ricordato che non esiste nessun male peggiore del non vivere, perché un po’ più in là qualcuno è padrone di una non vita che è frutto di una grande menzogna, le cui vittime inconsapevoli sono convinte di esser protagoniste, mentre in realtà sono solo pedine che non mangiano nemmeno in diagonale, mentre il re e la regina, se ne stanno comodi comodi seduti sulle valigette imbottite a stabilire strategie dell’apnea.
     
     Gerusalemme la Santa non diventerà mai la capitale del rancore, e nonostante il megafono di la dal muro continui a salmodiare, in questa città ci sarà sempre una verità più forte di tutte le bugie professate da anime ormai profanate. Una verità che è frutto di una fede che, anche qui, è un fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono, ed è questa stessa verità condivisa che deve unire chi è con chi sarà in un futuro eventuale vittima delle stesse menzogne.
    
      Questo è il momento per innalzare una voce comune, affinché anche chi trattiene le parole trovi il coraggio di innalzare la propria verità; che insieme si trovi la forza a la volontà di affermare che non è vero che esiste un male figlio di un ingiustizia, ma che questo stesso male è conseguenza di troppi silenzi e di troppi assensi passati sulle menzogne che hanno scambiato le prime vittime con i protagonisti..
    
    Scende la neve su Jerusalem coprendo di un bianco speranze e rancori.
            Scende la neve su Jerusalem coprendo di bianco pagine macchiate da riscrivere insieme.    
    
    Andrea Buonaguidi
giovedì, 11 gennaio 2007


L’adulterio è il reato maggiormente documentato dal materiale letterario e giuridico del vicino Oriente antico; tale abbondanza di fonti provenienti da regioni  e periodi differenti evidenziano l’importanza di tale reato più che la frequenza. In tale contesto l’adulterio è quindi definito come l’unione volontaria tra una donna coniugata ed un uomo che non le è marito. Tale definizione evidenzia il carattere chiaramente femminile del reato, nel quale la donna è sempre considerata colpevole. L’amante è perseguito solo se è a conoscenza della condizione matrimoniale nella donna, in caso contrario è assolto.

            In Israele, l’adulterio è considerato come uno dei reati maggiormente lesivi, paragonabile sia all’omicidio che al furto, in quanto l’infedeltà coniugale colpisce contemporaneamente interessi privati e pubblici, siano essi sacri o profani essendo un’offesa perpetrata contemporaneamente a danno del marito, della morale religiosa e dell’ordine pubblico. Il congiunto, che è la vittima diretta del tradimento della moglie subisce un evidente pregiudizio, e la dimensione religiosa è compromessa in quanto l’adulterio susciterebbe una reazione divina contro gli amanti. Questa visione è basata su alcuni passi veterotestamentari. Il passo biblico che narra l’ingresso di Abramo in Egitto ne è un esempio esplicito:

10 Venne una carestia nel paese e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese11 Ma, quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarai: "Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente. 12 Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno: Costei è sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita. 13 Dì dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te".14 Appunto quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente. 15 La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone. 16 Per riguardo a lei, egli trattò bene Abram, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli. 17 Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi calamità, per il fatto di Sarai, moglie di Abram. 18 Allora il faraone convocò Abram e gli disse: "Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie? 19 Perché hai detto: E` mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vattene!". 20 Poi il faraone lo affidò ad alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la moglie e tutti i suoi averi.(Gn 12,10-20).

 

Il faraone credendo che Sara fosse la sorella di Abramo, aveva agito in buona fede quando la fece condurre nella sua casa, ma fu ugualmente punito dal Signore che allo stesso modo comparì in sogno minacciando Abimelech di morte se non avesse restituito Sara al suo sposo.

Ma Dio venne da Abimelech di notte, in sogno, e gli disse: "Ecco stai per morire a causa della donna che tu hai presa; essa appartiene a suo marito". 4 Abimelech, che non si era ancora accostato a lei, disse: "Mio Signore, vuoi far morire anche la gente innocente? 5 Non mi ha forse detto: E` mia sorella? E anche lei ha detto: E` mio fratello. Con retta coscienza e mani innocenti ho fatto questo". 6 Gli rispose Dio nel sogno: "Anch`io so che con retta coscienza hai fatto questo e ti ho anche impedito di peccare contro di me: perciò non ho permesso che tu la toccassi. 7 Ora restituisci la donna di quest`uomo: egli è un profeta: preghi egli per te e tu vivrai. Ma se tu non la restituisci, sappi che sarai degno di morte con tutti i tuoi".(Gn 20,3-7).

Sempre sulla stessa linea è il legame di Davide con Betsabea, sposa di Uria, che testimonia il sacrilegio commesso; il signore infatti farà morire il bambino nato dall’illecita unione.

9 Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l`Hittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti. 10 Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l`Hittita. 11 Così dice il Signore: Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a loro alla luce di questo sole; 12 poiché tu l`hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole". 13 Allora Davide disse a Natan: "Ho peccato contro il Signore!". Natan rispose a Davide: "Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai. 14 Tuttavia, poiché in questa cosa tu hai insultato il Signore (l`insulto sia sui nemici suoi), il figlio che ti è nato dovrà morire". Natan tornò a casa. 15 Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide ed esso si ammalò gravemente. 16 Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino e digiunò e rientrando passava la notte coricato per terra. 17 Gli anziani della sua casa insistevano presso di lui perché si alzasse da terra; ma egli non volle e rifiutò di prendere cibo con loro. 18 Ora, il settimo giorno il bambino morì e i ministri di Davide temevano di fargli sapere che il bambino era morto, perché dicevano: "Ecco, quando il bambino era ancora vivo, noi gli abbiamo parlato e non ha ascoltato le nostre parole; come faremo ora a dirgli che il bambino è morto? Farà qualche atto insano!". 19 Ma Davide si accorse che i suoi ministri bisbigliavano fra di loro, comprese che il bambino era morto e disse ai suoi ministri: "E` morto il bambino?". Quelli risposero: "E` morto". 20 Allora Davide si alzò da terra, si lavò, si unse e cambiò le vesti; poi andò nella casa del Signore e vi si prostrò. Rientrato in casa, chiese che gli portassero il cibo e mangiò. 21 I suoi ministri gli dissero: "Che fai? Per il bambino ancora vivo hai digiunato e pianto e, ora che è morto, ti alzi e mangi!". 22 Egli rispose: "Quando il bambino era ancora vivo, digiunavo e piangevo, perché dicevo: Chi sa? Il Signore avrà forse pietà di me e il bambino resterà vivo. 23 Ma ora che egli è morto, perché digiunare? Posso io farlo ritornare? Io andrò da lui, ma lui non ritornerà da me!".(2Sam 12,9-23).

 

I profeti stessi utilizzano spesso l’immagine dell’adulterio in quanto assimilabile all’idolatria. Così Ezechiele compara Gerusalemme ad una infedele, annunziano la sua distruzione come rappresaglia dei propri tradimenti.

 

36 Così dice il Signore Dio: Per le tue ricchezze sperperate, per la tua nudità scoperta nelle prostituzioni con i tuoi amanti e con tutti i tuoi idoli abominevoli, per il sangue dei tuoi figli che hai offerto a loro, 37 ecco, io adunerò da ogni parte tutti i tuoi amanti con i quali sei stata compiacente, coloro che hai amati insieme con coloro che hai odiati, e scoprirò di fronte a loro la tua nudità perché essi la vedano tutta. 38 Ti infliggerò la condanna delle adultere e delle sanguinarie e riverserò su di te furore e gelosia. 39 Ti abbandonerò nelle loro mani e distruggeranno i tuoi postriboli, demoliranno le tue alture; ti spoglieranno delle tue vesti e ti toglieranno i tuoi splendidi ornamenti: ti lasceranno scoperta e nuda.(Ez 16,36-39).

 

L’adulterio infine arreca danno anche alla società laica, in quanto indebolisce l’istituto del matrimonio e danneggia la famiglia. La riprovazione religiosa è quindi affiancata da una severa repressione penale tramite la quale il legislatore interviene per determinare le sanzioni applicabili e per stabilire le prerogative del marito tradito. In questo senso risulta difficile inquadrare l’adulterio come reato privato o pubblico in quanto le due nozioni tendono a confondersi.

Nell’ambito dei reati mesopotamici si attribuisce a questo reato una valenza privata per cui il marito ha il diritto univoco di perdonare o uccidere la moglie. Al contrario il marito israelita, non può usufruire delle medesime prerogative in quanto l’infedeltà coniugale, rappresenta per Israele un crimine unicamente possibile di morte per entrambi gli amanti senza attenuazioni o remissioni di colpa. Nel mondo veterotestamentario, questo delitto offendendo anche Dio richiederebbe obbligatoriamente la pena capitale. In questo caso si ha quindi una enorme differenza tra i due sistemi giuridici.

Questa analisi però può essere contestata richiamando il passo di Proverbi 6, 32-35

Ma l`adultero è privo di senno;

solo chi vuole rovinare se stesso agisce così.
33 Incontrerà percosse e disonore,

la sua vergogna non sarà cancellata,
34 poiché la gelosia accende lo sdegno del marito,

che non avrà pietà nel giorno della vendetta;
35
non vorrà accettare alcun compenso,

rifiuterà ogni dono, anche se grande.

 

In questo contesto sembrerebbe che l’esecuzione dei colpevoli dipenderebbe solo da una decisione del marito tradito, quindi si potrebbe benissimo affermare che, il fatto che le scritture non affrontino il tema del perdono da parte del marito non voglia dire che questo fosse giuridicamente rilevante. Il perdono sarebbe quindi sottinteso nelle norme del Levitico e del Deuteronomio riguardanti l’adulterio. Le prerogative del marito potrebbero essere state volontariamente omesse dal legislatore che si sarebbe interessato esclusivamente ad incriminare l’evento ed a prescriverne la sanzione.

            Alcune analisi filologiche del passo di Lv 20,10

“Se uno commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte”

propongono la traduzione dall’originale ebraico in: “potranno esser messi a morte” secondo la decisione dell’offeso. La sanzione sarà quindi conseguenza della decisone del marito di perdonare la moglie e rilasciare l’amante. Questa ipotesi permetterebbe quindi di riconoscere il carattere privato del reato d’adulterio equiparandolo quindi alla legislazione mesopotamica.

 

 Analizziamo adesso lo status giuridico di una donna passibile di accusa.

            Nell’antico testamento sembrerebbe non esserci differenza fra donna sposata e donna fidanzata. In Dt 22,23-24 si incriminano espressamente i rapporti sessuali di una donna vergine fidanzata; il prezzo nuziale versato al padre della futura sposa rende l’unione conoscibile ai terzi, sebbene tale unione non sia ancora perfetta. Allo stesso modo nei versetti precedenti (Dt 22,13-21) ci si riferisce ad un rapporto attuatosi tra il fidanzamento ed il matrimonio. In Tale contesto la deflorazione ad opera di un uomo diverso dal marito è assimilata all’infedeltà coniugale e quindi possibile di lapidazione.

            Dove non vi è alcun dubbio sulla condanna biblica delle relazioni prematrimoniali equiparate a quelle extraconiugali è in Lv 19,20-22:

20 Se un uomo ha rapporti con donna che sia una schiava sposata ad altro uomo, ma non riscattata o affrancata, saranno tutti e due puniti; ma non messi a morte, perché essa non è libera. 21 L`uomo condurrà al Signore, all`ingresso della tenda del convegno, in sacrificio di riparazione, un ariete; 22 con questo ariete il sacerdote farà per lui il rito espiatorio davanti al Signore per il peccato da lui commesso; il peccato commesso gli sarà perdonato.

Questo passo incrimina i rapporti sessuali consumati fra un uomo ed una schiava destinata ad un altro uomo, al momento dei fatti la schiava non è né libera né riscattata, per questo secondo l’interpretazione tradizionale il passo vieta le relazioni tra un uomo ed una schiava destinata ad un terzo, che la riserva ad un suo dipendente, ma che non la ha tuttavia completamente acquistata. Ci sono quindi quattro persone interessate al caso: la schiava, l’uomo al quale è destinata, l’acquirente ed il venditore. Il reato, che viene commesso prima del pagamento completo, lascia inalterate le prerogative dell’acquirente, senza costituire un vero adulterio, poiché da una parte lo status matrimoniale della schiva non si è completamente realizzato, e dall’altro si trova in una condizione servile. Questo può spiegare la deroga espressa al diritto ordinario per cui non è prevista la messa a morte dei concubini.

            Dal libro del Deuteonomio evince inoltre l’esistenza di una presunzione di consenso basata sul luogo di commissione del reato.

23 Quando una fanciulla vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, pecca con lei, 24 condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e l`uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il male da te. 25 Ma se l`uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza pecca con lei, allora dovrà morire soltanto l`uomo che ha peccato con lei; 26 ma non farai nulla alla fanciulla. Nella fanciulla non c`è colpa degna di morte: come quando un uomo assale il suo prossimo e l`uccide, così è in questo caso, 27 perché egli l`ha incontrata per i campi: la fanciulla fidanzata ha potuto gridare, ma non c`era nessuno per venirle in aiuto.(Dt 22,23-27)

 

            E’ evidente la distinzione tra luogo abitato e zona desertica, si può quindi presumere il consenso della donna se l’atto è avvenuto in città in quanto la donna “essendo in città non ha gridato” nel caso che la donna fosse assalita in campagna, l’uomo dovrebbe esser messo a morte in quanto la donna può aver gridato e non esser udita. Il non gridare di una donna equivale quindi ad una accettazione tacita dell’evento.

Nel caso dello stupro la prova più semplice ed immediata di accusare i due amanti è la scoperta del reato in flagrante:

22 Quando un uomo verrà colto in fallo con una donna maritata, tutti e due dovranno morire: l`uomo che ha peccato e la donna. Così toglierai il male da Israele.(Dt 22,22).

 

Vediamo adesso quali erano le pene per i colpevoli di adulterio.

In Deuteronomio 22,23-24,

Quando una fanciulla vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, pecca con lei, 24 condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e l`uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il male da te.

È prescritta la lapidazione per la donna ed il proprio amante, anche se si può ritenere che l’amante potesse riscattare se stesso qualora il marito offeso lo permetta. Il marito oltraggiato può quindi domandare l’esecuzione dell’amante della moglie oppure accettare un riscatto il cui ammontare equivale ad una vita umana come sembrerebbe attestato in alcune fonti ebraiche.

            In Proverbi 6, 35 però si afferma che il congiunto:

non vorrà accettare alcun compenso, rifiuterà ogni dono, anche se grande”.

Si può quindi pensare che il versamento di una grande somma di denaro fosse una pratica prevista.. In questo senso si possono vedere anche le disposizioni di Lv. 19, 20-22, già citate che escludono la pena capitale e prevedono un indennizzo.

            L’infedeltà coniugale è quindi bollata con grande severità, ed il ripudio poteva esser considerato come una sanzione dell’infedeltà coniugale. Geremia afferma:

ha visto che ho ripudiato la ribelle Israele proprio per tutti suoi adultèri, consegnandole il documento del divorzio (Ger 3,8).

Gli altri testi sono meno espliciti, in ogni caso questi scritti sono probabilmente il riflesso di certe pratiche contemporanee ai redattori del Deuteronomio e del Levitico contro i quali i redattori sacri hanno voluto lottare. Non è nemmeno sicuro che , nel caso di relazioni extra-coniugali il ripudio e la pubblica umiliazione fossero pene più frequenti della morte. I poteri del marito sono delimitati dalla legge e l’attacco all’istituto matrimoniale portato dall’adulterio sfuma dietro a considerazioni d’ordine pubblico.

            L’offeso, dunque uccide o fa uccidere la moglie, ma potrebbe anche perdonarla, il marito stesso non è soggetto ad alcun obbligo giuridico di fedeltà alla moglie, mentre quest’ultima è tenuta a non avere contatti sessuali con alcun uomo diverso dal marito. Come abbiamo visto la punizione in caso di adulterio commesso dalla moglie è la pena di morte per entrambi gli adulteri mentre nel caso di adulterio da parte della fidanzata, la pena prevista è la lapidazione alle porte della città.

            Tale potere, di vita o di morte, non è però nella mani del capofamiglia bensì nella comunità, che si esprime attraverso gli anziani della città. L’adulterio viene quindi ad esser considerato come un’offesa contro la divinità che deve esser punita con la morte. Da un punto di vista procedurale si può pensare all’esistenza di una corte giudicante

8 Quando in una causa ti sarà troppo difficile decidere tra assassinio e assassinio, tra diritto e diritto, tra percossa e percossa, in cose su cui si litiga nelle tue città, ti alzerai e salirai al luogo che il Signore tuo Dio avrà scelto; 9 andrai dai sacerdoti e dal giudice in carica a quel tempo; li consulterai ed essi ti indicheranno la sentenza da pronunciare; 10 tu agirai in base a quello che essi ti indicheranno nel luogo che il Signore avrà scelto e avrai cura di fare quanto ti avranno insegnato. 11 Agirai in base alla legge che essi ti avranno insegnato e alla sentenza che ti avranno indicato; non devierai da quello che ti avranno esposto, né a destra, né a sinistra.(Dt 17,8-11)

 

In assenza di prove evidenti e testimoni oculari, nel caso che ilo marito sospetti l’adulterio della moglie essa dovrà esser sottoposta ad una specie di ordalia della gelosia, o della acque amare, descritta in Nm 5,12-31.

 La prassi stessa davanti ai giudici rendeva a scoraggiare l’adulterio, la donna veniva infatti giudicata in pubblico, dopo esser stata denudata. Alla base della prassi veterotestamentaria, relativa all’adulterio risiede la concezione patrimoniale della moglie; il diritto ebraico si distacca quindi dai paesi limitrofi a motivo di una spiccata e forte interpretazione religioso-morale.

         Andrea Buonaguidi
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